Paese
1.145 abitanti, 19 km², 60
ab./km², 684 metri sul
livello del mare. Provincia
di Brescia, a 43 chilometri
dal capoluogo. Il Comune fa
parte della Comunità Montana
Sebino Bresciano. Il
municipio si trova in via
Monte Guglielmo 42, tel.
030/9870913 – 030/9870083,
fax: 030/9880167,
Le Ferrovie Nord Milano
gestiscono anche i trasporti
via autobus: Ferrovie Nord
Milano info: Iseo,
tel.
030/98491. L'Ufficio IAT
Lago d'Iseo e Franciacorta -
Ufficio di Informazione e
Accoglienza Turistica è in
Lungolago Marconi n. 2 c-d
ad Iseo, tel. 030/980209,
fax 030/981361.
Per arrivare nel Comune di
Zone si deve deviare a
destra a Marone, provenendo
da Iseo, per poi proseguire
per una strada di montagna
di otto chilometri,
superando le frazioni di
Ariolo, Ponziano e Colpiano;
dapprima si incontra la
frazione di Cislano, poi il
capoluogo. In alternativa si
prende la strada provinciale
510 Sebino orientale in
direzione Darfo – Pisogne,
uscita Zone – Colpiano.
Storia
Come si deduce dai reperti
archeologici la zona era
frequentata già in epoca
preistorica da popolazioni
come Reti, Camuni e i
Cenomani, che ne avevano
fatto un centro di scambi
per via soprattutto del suo
porto lacustre;
l'inesistenza di una strada
litoranea faceva sì che
l'importazione di
vettovaglie, in particolare
frumento, di cui fruivano
principalmente i Camuni,
avvenisse con navigazioni
attraverso il lago. Inoltre
in zona passava una via di
transumanza, il che portava
introiti per il pagamento
del pedaggio per il
passaggio delle mandrie di
bovini.
Successivamente, alla fine
del I secolo a.C , arrivò la
dominazione dell'Impero
Romano, che realizzò una
efficiente rete di
comunicazione come la “Via
Valeriana” e la suddivisione
delle campagne in
"centurie". All'epoca questa
era una zona di pastori, ma
vi passava la principale
strada di collegamento tra
Brescia e la Valle Camonica,
il cui percorso da Sale
Marasino superava il colle
Croci di Zone e riscendeva
presso la Beata di Pian
Camuno; fu per questo che
nel 16 a.C. passò da queste
parti il proconsole Publio
Silio, proveniente dalla
Valtrompia e diretto al lago
d'Iseo con lo scopo di
sottomettere i Camuni; fu
fondato allora il paese che
esiste tuttora. L'origine
del nome si ritiene derivi
da "zuv" (giogo) o dal suo
accrescitivo "zuvù" (grande
giogo).
Con la caduta
dell'Impero vi furono
numerose scorrerie di
popolazioni barbariche; la
zona seguì le sorti del
norditalia, con le
dominazioni di ostrogoti,
bizantini, longobardi,
Franchi, Regno Italico e
Sacro Romano Impero
Germanico.
In epoca longobarda si ha un
periodo di diffusione e
organizzazione del
cristianesimo, mentre per
difendersi dalle invasioni
vengono costruite castelli,
torri di difesa, cinte
murarie e borghi
fortificati. Ma Zone era una
terra isolata, e
probabilmente si continuò a
praticare il paganesimo sino
all'anno Mille; in seguito
fu eretta una cappella alla
Croce.
Anche
qui venne costruito un
castello, descritto come
"decorato, con grossa
muraglia, inabitato".
Zone fu proprietà del
vescovo di Brescia, per poi
passare ai Visconti nel
1337; subentra poi nel 1427
la Serenissima Repubblica di
Venezia. Nel quindicesimo
secolo (1400) fu edificata
la chiesetta dei Santi
Ippolito e Casciano nel
luogo dove si trovava in
precedenza la cappella alla
Croce. Analogamente alle
altre località del Lago
d'Iseo, anche a Zone si
sviluppò nel quindicesimo
secolo la lavorazione della
lana, con la produzione di
coperte di lana. Nel 1610 il
rettore veneto Giovanni da
Lezze contò a Zone 1000
abitanti (poco meno di
oggi); l'economia del paese
era basata sulla raccolta di
legna nei boschi, in parte
destinata alla produzione di
carbone; si produceva anche
la calce, utilizzando otto
fornaci apposite, dette
calchère. Continuava come
sempre la pastorizia: si
contavano nel paese duemila
pecore e trecento capre.
Passata la parentesi
napoleonica, con il
Congresso di Vienna del 1815
il Lombardo-Veneto passa
all'Austria-Ungheria. Con la
prima Guerra d'Indipendenza
(1859) la Lombardia venne
annessa al Regno di
Sardegna, poi Regno
d'Italia.
Dal secondo dopoguerra Zone
è rinomata per le proprie
strutture alberghiere.
Intinerario
Zone è un piccolo paese di
montagna ed una stazione di
soggiorno turistica, posto
su un altopiano ricco di
vegetazione e circondato da
boschi, uno dei più belli
della zona; il centro
cittadino è fatto di un
compatto nucleo di case
seicentesche a portici e
loggiati, e di stretti
vicoli con nomi antichi
caratteristici dei paesi di
montagna. Da qui si possono
ammirare il Lago d'Iseo e le
montagne circostanti.
L'attrattiva che ha reso
famosa questa zona si trova
nella valle del torrente
Bagnadore, e si tratta delle
cosiddette "Piramidi di
terra" o "Fate di pietra",
ossia delle piramidi di
roccia sormontate da dei
massi, modellate da una
curiosa azione erosiva del
vento e dell'acqua sui resti
del deposito morenico di un
antico ghiacciaio; i massi
fanno da cappello protettivo
per l'azione erosiva
dell'acqua. Quando il masso
in cima alla piramide cade,
la piramide si sgretola
rapidamente per l'azione
erosiva dell'acqua piovana,
e nel frattempo se ne
formano altre lungo il
fronte della frana, che
arretra lentamente. II punto
d'osservazione migliore è
Cislano, località appena
prima del, capoluogo Zone:
per raggiungerlo si deve
partire da Marone, percorrendo
una strada in salita con
numerosi tornanti; si arriva
alla chiesa di San Giorgio
in Cislano, e da lì
parcheggiata l'automobile
proseguire attraverso un
sentiero di circa un
chilometro, finché non si
trovano due piazzole per la
sosta con tanto di panchine
dalle quali ammirare
comodamente il paesaggio,
paesaggio che si va
lentamente modificando nel
corso degli anni. Nella
valle del torrente Bagnadore
oltre alle Fate di pietra si
possono osservare altri
bellissimi paesaggi.
Il territorio è compreso
nella Riserva Naturale
Parziale Geomorfologica e
Paesistica delle Piramidi di
Zone (21,23 ettari, altezza
tra i 400 ed i 600 metri sul
livello del mare), istituita
nel 1984 ai piedi del centro
abitato di Cislano, frazione
del Comune di Zone, con
vincolo idrogeologico su
tutto il territorio; i
visitatori si muovono entro
appositi sentieri di
percorrenza, protetti nei
punti più pericolosi. Nel
parco si trova anche il
rifugio Croce di Zone, sul
passo omonimo. Dal Passo
della Croce di Zone si può
ammirare la parte terminale
del Lago Sebino.
Da queste parti si può
raggiungere anche il Monte
Guglielmo, dal passo della
Croce di Marone, con un
percorso di circa tre ore,
attraverso il "sentiero
degli Gnomi", con varie
statue di personaggi
fantastici, poi, usciti dal
bosco, per una mulattiera
che porta dapprima al
rifugio Almici, a quota 1861
metri, poi alla cima del
Monte Guglielmo a quota 1948
metri (Castel Bertino,
mentre la cima più alta è
Dosso Pedalta, 1957 metri).
Il monte ha degli ottimi
punti di osservazione sulle
Alpi Orobie e l'Adamello.
- La chiesetta di San
Giorgio, in località Cislano
di Zone, è una chiesetta di
campagna a cui si arriva
attraverso un sentiero
fiancheggiato dalle cappelle
della via Crucis. Già
esistente nel dodicesimo
secolo secondo le Bolle
Pontificie emesse tra il
1126 e il 1175, venne
ricostruita nel quindicesimo
secolo (1400), tanto che
della primitiva costruzione
restano purtroppo solo tre
capitelli romanici. Fu la
Parrocchiale di Zone fino
agli anni ottanta del
sedicesimo secolo (1500),
fungendo anche da ricovero
di viandanti e pellegrini
diretti verso la Valtrompia
e l'alto Sebino. Su una
parete laterale esterna ci
sono affreschi
quattrocenteschi, tra cui
San Giorgio che uccide il
drago. Da qui parte un
sentiero di osservazione
delle Piramidi di terra.
- Abbandonata la chiesetta
di San Giorgio e dirigendosi
a Zone, si incontra sulla
destra dopo circa
cinquecento metri, la
quattrocentesca Chiesa dei
Santi Ippolito e Cassiano,
sposta sulla sommità di una
rampa; il portale è in
pietra di Sarnico, la
facciata è molto simile a
quella dell’eremo di San
Pietro a Marone, mentre
l'interno, a navata unica,
custodisce affreschi e le
statue lignee dei Santi
Ippolito e Cassiano.
- a Zone centro, in Piazza
Giuseppe Almici, troviamo la
chiesetta settecentesca a
pianta ottagonale dedicata
alla Beata Vergine di
Lourdes; sempre in Piazza
Almici la Parrocchiale di
San Giovanni Battista,
terminata negli anni ottanta
del 1500 ed ampliata nel
1637, con un interno ad
unica navata ricco di
decorazioni ed un altare in
marmo multicolore.
- La chiesa della Madonna
del Disgiöl, settecentesca,
fu edificata su una rupe
quasi al centro della valle
dell'Urbes, lungo un tratto
ben conservato della Via
Valeriana. All'origine della
sua costruzione vi è un "ex-gratia"
per lo scampato pericolo da
una frana, che la leggenda
vuole bloccata dalla mano
della Vergine Maria.
- La chiesa di S. Antonio
Abate, situata nella
frazione di Cusato, era
originariamente la cappella
dei frati Antoniti; un
pilastro interno riporta
l'anno della consacrazione,
il 1581. Alcuni affreschi
all'interno sono di
Voltolini da Iseo, vissuto
nel Settecento.
- Il Monumento al Redentore,
sul monte Guglielmo, è uno
dei venti monumenti che
vennero costruiti su venti
monti ad inizio Novecento
per simboleggiare la
consacrazione del nuovo
secolo e dell'allora giovane
Stato italiano Gesù Cristo,
ossia il Divin Redentore.
Purtroppo nel giro di
cinquant'anni il monumento
andò completamente in
rovina, per fattori quali
intemperie, dimenticanza ed
incuria, gli stessi eventi
bellici che portarono
nell'autunno del 1943 degli
"sbandati" a soggiornare sul
Monte Guglielmo. Fu Papa
Paolo VI (figlio di Giorgio
Montini, promotore
principale della prima
opera) a chiedere di
ricostruire il monumento,
reinaugurato nel 1966.
- Cislano, frazione di Zone
raggiungibile da Marone, si
trova nell'alta Val Marse,
ed è la località più vicina
alle "Piramidi di terra".
Esiste una "Carta dei
sentieri del Comune di
Zone", pubblicata dal comune
stesso in collaborazione con
la Comunità Montana del
Sebino bresciano, alla quale
ci si può rivolgere per le
visite guidate, realizzate
da Guardie ecologiche
volontarie. L'unico periodo
dell'anno sconsigliato per
le visite è quando si ha la
presenza di neve, ed è
sconsigliato anche il
passaggio dei camper per il
paese, per via delle strade
troppo strette. Oltre alle
passeggiate in paese sono
possibili escursioni
boschive (più o meno
difficoltose), tra faggi,
castagni ed abeti, fino ai
pascoli del Monte Guglielmo
(2.000 m.), dell'Aguina
(1.250 m.) e dell'Agolo
(1.378 m.), per non parlare
dei punti panoramici come la
Corna Trentapassi a sbalzo
sul Lago d'Iseo (1.248 m.)
ed il monte Pura.
Economia
Turismo, allevamento.
Sport
A Zone esiste un centro
Sportivo Polivalente U.S.
Zone
www.uszone.it .
Manifestazioni
Ad inizio Luglio in frazione
Rune la Festa di San Cassiano, con funzioni
religiose, serate danzanti e
stand gastronomico; nel
capoluogo ad inizio agosto
Festa dello sportivo,
concerti e stand
gastronomici presso il
Centro Sportivo Polivalente,
e sempre in agosto il
Festival del miele e La
Salsicciata, con musica e
gastronomia.
Gastronomia
Nel territorio del lago
d’Iseo molti ristoranti
propongono i tipici piatti
locali: la polenta con
uccelletti o selvaggina o
animali da cortile, i "cansonsei"
(casoncelli), tipici ravioli
ripieni di uova, formaggio e
verdura; ed ancora piatti di
pasta fatta in casa, come le
tagliatelle al ragù di
cervo, il risotto con i
funghi porcini, e per i
secondi le grigliate di
carne, le tagliate di manzo,
ai bocconcini di vitello in
salsa di porcini, gli
arrosti, la porchetta al
forno, lo spezzatino di
cervo al ginepro, i bolliti
tipici bresciani.
Non
bisogna dimenticare i piatti
a base di pesce di lago.
Piatti più autunnali sono
invece i tagliolini con
pesce di lago, i salmì di
folaga, il baccalà, le rane,
il manzo all'olio, i bolliti
casalinghi, la zucca e le
castagne. Tra i formaggi
stracchino, crescenza,
taleggio, il gran padano.